GAL “L’ ALTRA ROMAGNA”: Opportunità per investimenti produttivi delle imprese extra-agricole

L’ente GAL “L’Altra Romagna” ha pubblicato l’intervento (Azione SRG 06 A – AR_AS09B) relativo agli investimenti produttivi nelle aree rurali da parte di imprese già insediate nel territorio. L’obiettivo è incentivare la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole nelle zone rurali, contribuendo a contrastare il progressivo spopolamento cui tali aree sono soggette. Il bando punta anche ad incentivare gli investimenti delle aziende che forniscono un supporto, in termini di prodotti e servizi, alle aziende agricole del territorio. L’incentivo è coerente con la Strategia di Sviluppo Locale 2023-2027.

I BENEFICIARI

I soggetti beneficiari individuati dalla manovra sono principalmente due:

  • Micro e piccole imprese extra-agricole in forma singola, già costituite al momento della presentazione della domanda, da più di un anno. Diversamente, in caso di costituzione della società da meno di un anno, si potrà presentare domanda di accesso all’agevolazione dello stesso bando GAL “L’altra Romagna” Azione SRG 06A – SRE04, dedicato alle start-up extra-agricole;
  • Reti tra micro e piccole imprese già costituite al momento della presentazione della domanda in forma di Associazione temporanea di imprese (ATI), Associazione temporanea di scopo (ATS) o contratti di rete

La domanda, nel caso di ATI/ATS/contratti di rete, viene presentata dal mandatario che assume le veci dei soggetti partecipanti ed è responsabile della documentazione tecnica finale relativa alla presentazione del progetto.

I codici ATECO relativi alle attività che si intendono avviare devono riferirsi a settori riconducibili ad ambiti commerciali, artigianali o di servizi. Rientrano, ad esempio, tra le attività commerciali i servizi di ospitalità, il commercio al dettaglio e le strutture ricettive; tra quelle artigianali, la produzione di tessili, la trasformazione di prodotti alimentari e la realizzazione di beni o macchinari destinati all’attività agricola. Infine, tra i servizi rivolti alle persone e alle imprese rientrano attività quali la consulenza aziendale e altri servizi professionali o operativi.

Ai fini dell’ammissione all’incentivo, i potenziali beneficiari che decidono di effettuare investimenti produttivi nelle aree rurali non possono esercitare attività agricola. In base alle disposizioni del bando, questi ultimi non possono rientrare nella definizione dell’art.2135 c.c., che descrive la figura dell’imprenditore agricolo come “colui che esercita attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e le attività connesse, includendo la manipolazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti, purché svolte dallo stesso imprenditore e prevalenti rispetto alla produzione primaria”.

LE SPESE AMMISSIBILI

Gli interventi ammissibili per ottenere le agevolazioni, si riferiscono ad una vasta gamma di spese sia materiali che immateriali, tra cui rientrano:

  1. opere murarie e impiantistiche necessarie all’adeguamento, ampliamento, miglioramento e/o rinnovo di strutture in cui si esercita l’attività. Sono inclusi gli interventi finalizzati al contenimento dei consumi energetici;
  2. macchinari, attrezzature funzionali al processo di sviluppo aziendale, impianti di lavorazione/trasformazione. In tal caso, il processo produttivo non dovrà riguardare prodotti, in entrata ed uscita, ricompresi all’allegato 1 del Trattato che istituisce la Comunità Europea;
  3. dotazioni e arredi, inventariabili, inclusa la messa in opera, per l’allestimento interno degli immobili oggetto dell’intervento;
  4. sistemazione, adeguamento e miglioramento delle aree esterne di stretta pertinenza degli immobili oggetto di intervento, limitatamente agli interventi necessari a rendere idoneo e fruibile l’immobile. Tali investimenti sono riconosciuti nel limite massimo del 15% delle spese ammissibili di cui al precedente punto a);
  5. software e attrezzature informatiche funzionali all’attività finanziata;
  6. veicoli industriali con relativi loro allestimenti;
  7. veicoli non industriali solo se strettamente funzionali alle attività di impresa oggetto dell’intervento. A titolo esemplificativo: bici, e-bike, mezzi di trasporto per disabili, imbarcazioni per turismo fluviale e vallivo, pulmini, minivan, furgoni, camion, mezzi per il trasporto merci, taxi pubblici, noleggio con conducente, bus, auto-negozi. Per tale tipologia, è fissato un tetto massimo di spesa di euro 30.000,00 euro;
  8. spese di promozione, entro il limite massimo del 10% delle spese di investimento materiale;
  9. spese generali unicamente se collegate alle spese di investimento come di seguito specificate:

a) spese collegate al miglioramento, ristrutturazione, recupero e ampliamento di beni immobili e relative pertinenze, quali spese tecniche di progettazione, direzione lavori, assistenza fino alla completa realizzazione del manufatto ed adempimenti amministrativi connessi (es. abitabilità). Tali tipologie di spesa sono riconosciute entro le aliquote di seguito riportate: per interventi di importo fino a 200.000 euro, l’aliquota è del 10%; per interventi pari a 300.000 euro, l’aliquota è del 8%; per interventi pari a 500.000 euro, l’aliquota è del 6%; per interventi di importo pari a 800.000 euro e oltre, l’aliquota è fissata al 4%.

b) spese collegate all’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature ed allestimenti, inclusa la messa in opera e opere di miglioramento fondiario, entro l’aliquota del 3%.

Gli studi di fattibilità, gli elaborati tecnici e i servizi di progettazione rientrano nella categoria delle “spese generali”.

L’incentivo è concesso esclusivamente per spese e progetti realizzati all’interno del territorio del GAL, nelle Zone B e D. La Zona B comprende i comuni della provincia di Forlì-Cesena, tra cui Bagno di Romagna, Castrocaro Terme, Predappio e Santa Sofia. La Zona D include i comuni facenti parte delle seguenti Unioni: Romagna Forlivese (Castrocaro Terme, Dovadola, Forlì), Valle del Savio (Bagno di Romagna, Sarsina), Rubicone e Mare (Borghi, Sogliano al Rubicone) e Romagna Faentina (Brisighella, Faenza).

Il piano di investimento dovrà essere completato entro 12 mesi dalla data di comunicazione della concessione del contributo. Ciò significa che gli investimenti produttivi nelle aree rurali, comprensivi di tutti gli acquisti e le attività rientranti nel progetto, devono essere pianificati, eseguiti e conclusi considerando tale termine.

LE AGEVOLAZIONI

L’entità del contributo varia a seconda della zona (B o D) in cui si effettuano gli investimenti:

  • Investimenti effettuati nella Zona B

In quest’area l’intensità dell’aiuto è pari al 40% a fondo perduto  della spesa ammissibile;

  • Investimenti effettuati nella Zona D

L’intensità dell’aiuto in questa Zona è pari al 60% a fondo perduto della spesa ammissibile.

Nel caso l’intervento ricada su più di una tipologia di area rurale, tra le zone B e D, saranno applicate per ogni tipologia di spesa le aliquote di sostegno corrispondenti alla specifica area rurale nella quale è localizzato l’investimento.

La spesa minima ammissibile è fissata in 10.000 euro, mentre quella massima è pari a 80.000 euro. Saranno esclusi tutti i progetti il cui importo risulti inferiore alla soglia minima prevista dal bando.

LE SCADENZE

Il bando risulta attualmente aperto e sarà possibile presentare domanda fino al 16 marzo 2026.

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