Il nuovo Bando Welfare Aziendale 2025 di Regione Abruzzo, finanziato nell’ambito del Programma FSE+ 2021-2027, sostiene l’adozione di misure concrete per la conciliazione tra vita privata e lavoro, favorendo un ambiente lavorativo più inclusivo e attento ai bisogni delle persone.
Il bando prevede contributi a fondo perduto per datori di lavoro e lavoratori autonomi che realizzano piani di welfare aziendale orientati al benessere delle persone e all’equilibrio tra tempi di vita e di lavoro.
Questa misura rappresenta un’opportunità concreta per le imprese abruzzesi che vogliono investire nel benessere dei dipendenti, nella parità economica tra uomini e donne e in un modello di crescita sostenibile e inclusivo.
I BENEFICIARI
Possono accedere al bando Grandi Imprese, PMI (anche in forma associata), Enti non profit, Cooperative, Associazioni datoriali e Liberi professionisti, singoli o organizzati in Studi Associati e Società tra professionisti. Tutti i beneficiari devono avere una sede legale o operativa in Abruzzo e impiegare almeno due dipendenti.
Il contributo è articolato su due linee di intervento:
- Linea A, dedicata a imprese e professionisti con almeno 15 dipendenti;
- Linea B, riservata invece a chi ha meno di 15 dipendenti.
Per presentare domanda è necessario essere in possesso di partita IVA attiva, risultare regolarmente iscritti alla Camera di Commercio o all’albo professionale di riferimento, e rispettare la normativa sugli aiuti di Stato “de minimis” prevista dal Regolamento UE n. 2831/2023.
I DESTINATARI FINALI
I destinatari dell’iniziativa sono i dipendenti di imprese abruzzesi che si trovano a gestire responsabilità familiari importanti, come la cura di figli piccoli o in età scolare e di anziani o familiari non autosufficienti.
Per poter beneficiare delle azioni previste dai Piani di welfare aziendale, i lavoratori devono:
- avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, full time o part time, presso l’impresa proponente (anche in forma associata);
- rientrare in almeno una delle seguenti categorie:
- genitori con figli di età compresa tra 3 mesi e 6 anni non compiuti;
- genitori con figli in età scolare (6-14 anni);
- lavoratori che assistono anziani, disabili o familiari non autosufficienti, anche non conviventi, beneficiando delle tutele previste dalla Legge 104/1992.
I requisiti devono essere mantenuti per tutta la durata del progetto, ad eccezione dell’età dei figli, e sono riconosciuti anche per figli adottivi o affidati.
LE SPESE AMMISSIBILI
Le imprese e i professionisti possono ottenere contributi per finanziare piani di welfare aziendale composti da una serie di azioni suddivise in tre macroaree principali:
1. Progettazione del Piano di Welfare
Sono ammissibili le spese di progettazione del Piano di welfare aziendale, purché realizzate dopo la pubblicazione del bando.
Il finanziamento copre i costi del personale coinvolto nella progettazione, per iniziative di durata compresa tra 12 e 24 mesi.
2. Adozione del Piano e attuazione delle misure di conciliazione
In questa fase rientrano numerose spese finalizzate a rendere operative le misure di conciliazione vita-lavoro, tra cui:
- Spese di personale interno ed esterno per l’attuazione del Piano;
- Acquisto o noleggio di PC portatili e software per lo smart working;
- Servizi di telelavoro, banca ore, permessi aggiuntivi e misure di sostegno al rientro dalla maternità;
- Servizi di supporto alla vita quotidiana, come disbrigo pratiche, lavanderia, pulizie, consegna della spesa o mobilità condivisa;
- Servizi di cura per i figli, come baby-sitting regolare, centri estivi, attività extrascolastiche, o l’apertura di asili aziendali e micro-nidi;
- Spese di frequenza per asili nido e scuole per l’infanzia;
- Percorsi formativi, di coaching o counseling per accompagnare il rientro al lavoro dopo la maternità o congedi parentali;
- Seminari e programmi di benessere organizzativo, promozione della salute, o sostegno psicologico al rientro lavorativo;
- Servizi di assistenza domiciliare per anziani o disabili, comprese attività terapeutiche, riabilitative e infermieristiche.
Tutte queste azioni mirano a favorire una gestione più equilibrata del tempo, a migliorare il benessere dei dipendenti e a rafforzare la produttività aziendale.
3. Certificazione della Parità di Genere
Il bando finanzia anche le spese per ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022, rilasciata da organismi accreditati, come riconoscimento ufficiale dell’impegno dell’impresa nella promozione della parità di genere e nella valorizzazione delle diversità.
LE AGEVOLAZIONI
Il bando prevede contributi a fondo perduto per sostenere imprese e professionisti che realizzano piani di welfare aziendale finalizzati alla conciliazione vita-lavoro e alla parità di genere.
L’agevolazione copre una parte significativa delle spese sostenute, con limiti diversi in base alla linea di intervento:
- Linea A (imprese e professionisti con almeno 15 dipendenti):
- Spesa ammissibile da 15.000 € a 150.000 €;
- In caso di ATI/ATS (quindi Associazioni Temporanee di Imprese e Associazioni Temporanee di Scopo), la spesa può variare da 50.000 € a 350.000 €.
- Linea B (imprese e professionisti con meno di 15 dipendenti):
- Spesa ammissibile da 10.000 € a 50.000 €;
- In caso di ATI/ATS, la spesa può variare da 30.000 € a 150.000 €.
Il finanziamento può essere erogato con due diverse modalità, a scelta del beneficiario:
1. Anticipazione e saldo
È possibile richiedere un’anticipazione pari al 60% del contributo concesso, presentando una garanzia fideiussoria (bancaria o assicurativa) di pari importo, valida per almeno 36 mesi.
Il saldo finale, pari ad almeno il 20% del finanziamento residuo, viene erogato al termine del progetto, dopo la presentazione della rendicontazione delle spese. Ciò significa che, una volta richiesta l’anticipazione pari al 60% del contributo concesso, il saldo sarà del 40% del finanziamento residuo, e quindi superiore al 20% richiesto da bando per il saldo finale.
2. Primo pagamento a rimborso e saldo
In alternativa, l’impresa può richiedere un primo pagamento a rimborso, una volta dimostrato di aver speso:
- il 100% delle risorse previste per la progettazione del Piano di welfare (Macroarea 1, se prevista);
- almeno il 50% delle spese destinate alla adozione e attuazione del Piano (Macroarea 2).
Anche in questo caso, il saldo finale coprirà almeno il 20% del contributo totale, o la differenza tra l’importo concesso e quanto già ricevuto tramite rimborso.
LE SCADENZE
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 20:00 del 18 dicembre 2026.








