GAL “L’ ALTRA ROMAGNA”: Opportunità per start-up extra-agricole

Il GAL Altra Romagna ha promosso un bando (Azione SRG 06A – SRE04) per l’avviamento di nuove realtà imprenditoriali (start-up) nelle aree rurali, in linea con la Strategia di Sviluppo Locale 2023-2027. L’obiettivo è quello di rivitalizzare le economie rurali attraverso la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole dedicate alla produzione e commercializzazione di prodotti e servizi nei territori colpiti, negli ultimi anni, da un massivo spopolamento, contribuendo al contempo a sostenere la crescita occupazionale.

I BENEFICIARI

L’incentivo individua quattro categorie di soggetti beneficiari:

  1. Persone fisiche che intendano costituire una micro o piccola impresa extra-agricola. La persona fisica deve costituire la micro o piccola impresa entro 150 giorni dalla comunicazione di concessione del premio, pena la revoca dello stesso. La costituzione dell’impresa è possibile nelle seguenti forme giuridiche: ditta individuale; società di persone (società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice); società di capitali (società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni); cooperative.

L’avvio dell’attività imprenditoriale coincide con la data di richiesta di apertura della partita IVA, che non deve essere antecedente alla data di presentazione della domanda di sostegno; in caso contrario, il richiedente sarà considerato a tutti gli effetti come una micro o piccola impresa già costituita.

  1. Micro o piccole imprese già costituite da non più di un anno, oppure le imprese costituite da oltre un anno ma intenzionate ad avviare un’ulteriore attività extra-agricola mai svolta in precedenza. Nel caso di imprese costituite da più di un anno che intendano avviare una nuova attività extra-agricola mai esercitata fino alla data di presentazione della domanda, esse dovranno comunicare il codice ATECO che intendono acquisire, il quale dovrà essere coerente con il progetto di investimento;
  1. Liberi professionisti in forma individuale che esercitano l’attività da non più di un anno;
  2. Associazioni costituite da non più di un anno, oppure quelle costituite da oltre un anno che intendano intraprendere un’ulteriore attività extra-agricola mai esercitata in precedenza. Al momento della presentazione della domanda, le associazioni devono:
  • svolgere prevalentemente attività commerciale, risultando iscritte al Registro delle imprese presso la CCIAA competente;
  • essere dotate di un atto costitutivo che includa lo statuto dell’associazione;
  • prevedere al proprio interno l’assemblea dei soci e il consiglio direttivo.

I codici ATECO relativi alle attività che si intendono avviare devono riferirsi a settori riconducibili ad attività commerciali, artigianali o di servizi. Rientrano, ad esempio, tra le attività commerciali i servizi di alloggio, il commercio al dettaglio e le attività ricettive; tra quelle artigianali la fabbricazione di tessili, la produzione di prodotti alimentari e la realizzazione di prodotti o macchinari destinati all’attività agricola; infine, tra i servizi rivolti alle persone e alle imprese, attività come la consulenza imprenditoriale e altri servizi professionali o operativi.

Il bando sancisce che sono ammissibili quelle imprese costituite o costituende che non esercitano le attività previste all’art 2135 del Codice civile, il quale definisce la figura dell’imprenditore agricolo come “colui che esercita attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e le attività connesse, includendo la manipolazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti, purché svolte dallo stesso imprenditore e prevalenti rispetto alla produzione primaria”.

Inoltre, gli interventi devono essere realizzati in specifici comuni ricadenti nel territorio del GAL “L’Altra Romagna”, ovvero: Bagno di Romagna; Borghi; Brisighella; Casola Valsenio; Castel Bolognese; Castrocaro Terme e Terra del Sole; Civitella di Romagna; Dovadola; Faenza; Galeata; Meldola; Mercato Saraceno; Modigliana; Montiano; Portico e San Benedetto; Predappio; Premilcuore; Riolo Terme; Rocca San Casciano; Roncofreddo; Santa Sofia; Sarsina; Sogliano al Rubicone; Tredozio; Verghereto.

LE SPESE AMMISSIBILI

Gli investimenti riconosciuti dall’incentivo per l’avvio dell’attività sono numerosi e coprono una vasta gamma di beni e servizi. Sono ammissibili sia spese materiali sia spese immateriali, purché direttamente collegate allo sviluppo dell’impresa, e ne rientrano:

  1. Spese di avvio dell’impresa, come costi notarili o consulenze per la stesura del business plan, dello statuto o dell’atto costitutivo;
  2. Spese generali legate agli investimenti, ad esempio studi di fattibilità, elaborati tecnici e servizi di progettazione;
  3. Lavori edilizi e impiantistici necessari per adeguare, ampliare o rinnovare gli spazi in cui si svolgerà l’attività, inclusi gli interventi per il risparmio energetico;
  4. Nuovi canoni di affitto, locazione o rate di mutuo, purché effettivamente pagati durante il periodo di validità del Piano d’Investimento;
  5. Dotazioni e arredi necessari per l’allestimento degli immobili coinvolti nel progetto;
  6. Macchinari e attrezzature utili alla crescita dell’impresa;
  7. Impianti per la lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli in beni non compresi nell’Allegato I del TFUE;
  8. Costi di promozione, come realizzazione di siti web, campagne pubblicitarie su stampa o media, entro il limite del 20% del contributo;
  9. Hardware, software e programmi informatici, sempre fino al 20% del contributo e solo se funzionali all’attività;
  10. Acquisto di brevetti e licenze;
  11. Investimenti legati alla vendita dei prodotti aziendali;
  12. Veicoli industriali e relativi allestimenti;
  13. Veicoli non industriali, ammessi solo se strettamente necessari all’attività (come bici, e-bike, mezzi per il trasporto disabili, barche per turismo fluviale, pulmini, minivan, furgoni, camion, mezzi per il trasporto merci, taxi, NCC, autobus e auto-negozi), entro un massimo di 30.000 euro.

Le spese riguardanti la gestione dell’attività imprenditoriale, identificate nei punti 1) e 2), sono riconosciute per un valore forfettario pari a 5.000€. 

LE AGEVOLAZIONI

Il sostegno riconosciuto dal bando è un contributo a fondo perduto per un ammontare pari a 30.000 euro. Ciò significa che sarà possibile presentare un progetto di investimento superiore ai 30.000 euro, ma in questo caso al richiedente verrà riconosciuto un contributo massimo sempre pari a 30.000 euro, indipendentemente dalla spesa sostenuta. Al contrario, se le spese ammissibili risultano inferiori all’importo del premio, l’incentivo non potrà essere riconosciuto.

Il contributo riconosciuto sarà erogabile in due tranches del 50%, pari a 15.000 euro ciascuna.

LE SCADENZE

Il bando risulta aperto e sarà possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2026.

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