Il Ministero della Cultura, attraverso il Fondo per l’apertura di nuove librerie sul territorio nazionale da parte di giovani fino a 35 anni, sostiene la nascita e il primo sviluppo di punti vendita librari indipendenti o affiliati, ma non appartenenti a catene o gruppi editoriali o imprenditoriali. La misura ha una dotazione complessiva pari a 4 milioni di euro e mira a favorire il presidio culturale dei territori, con particolare attenzione alle aree prive di librerie e ai contesti interni o svantaggiati.
I BENEFICIARI
Il bando si rivolge a persone fisiche titolari o legali rappresentanti di attività economiche relative alla gestione di librerie, già avviate o da avviare sul territorio nazionale. Il richiedente non deve aver compiuto il trentacinquesimo anno di età alla data del 28 dicembre 2024.
Nello specifico possono presentare domanda i soggetti che, al momento dell’istanza:
- gestiscano o intendano avviare una libreria indipendente o affiliata, purché non appartenente a catene o gruppi editoriali o imprenditoriali;
- siano titolari o legali rappresentanti dell’attività e dispongano, o si impegnino a disporre, dei requisiti necessari per l’esercizio dell’attività commerciale;
- non abbiano riportato condanne definitive per reati contro la pubblica amministrazione o altre cause ostative rilevanti;
- non siano sottoposti a procedure concorsuali e non siano incorsi in gravi illeciti professionali.
Il Fondo prevede due linee:
- una quota da 1 milione di euro è riservata alle librerie avviate dopo il 30 dicembre 2023 in specifici comuni nei quali non esista un altro punto vendita di libri;
- una quota da 3 milioni di euro è destinata alle librerie avviate dopo il 30 giugno 2024 oppure ancora da avviare.
I PROGETTI AMMISSIBILI
Il bando finanzia l’apertura di nuove librerie e il consolidamento delle attività librarie di recente avvio. Le iniziative devono riguardare punti vendita con codice ATECO 47.61 (commercio al dettaglio di libri), oppure 47.79.1 (commercio al dettaglio di libri usati). Per la quota riservata ai comuni senza altri punti vendita, tali codici possono anche non essere primari, purché l’attività libraria rappresenti almeno il 30% del fatturato.
Per le attività già in esercizio è necessario dimostrare l’avvio dell’attività nei termini previsti dal bando e presentare:
- la documentazione relativa ai locali;
- la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività);
- la documentazione di sostenibilità economica dell’iniziativa.
Per le attività da avviare, il richiedente deve impegnarsi ad avviare il punto vendita e a presentare la SCIA entro 180 giorni dalla comunicazione dell’esito dell’istruttoria.
Ogni proposta deve essere accompagnata da un business plan aziendale, di massimo dieci pagine, volto a dimostrare la sostenibilità economica dell’attività. Il beneficiario deve inoltre impegnarsi a non cedere la titolarità del punto vendita e a mantenerlo in esercizio per almeno 24 mesi dalla ricezione del contributo.
Nella valutazione delle domande è riconosciuta priorità alle aperture localizzate in aree interne o svantaggiate, nei territori privi di librerie o di biblioteche statali aperte al pubblico e, negli altri casi, alle librerie indipendenti rispetto a quelle affiliate.
LE SPESE AMMISSIBILI
Sono ammissibili le spese sostenute o da sostenere, purché coerenti con l’apertura e l’allestimento dell’attività libraria. Rientrano tra le principali spese ammissibili:
- restauro, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento dei locali destinati alla libreria;
- acquisto e allestimento di scaffalature e arredi funzionali all’attività di rivendita;
- installazione di impianti di sicurezza, antincendio, videosorveglianza e sistemi antitaccheggio;
- realizzazione della rete informatica, strumenti digitali e interventi di digitalizzazione dell’attività;
- oneri amministrativi connessi all’avvio, con esclusione di tasse, imposte e contributi dovuti per legge;
- corsi di formazione e attività di tutoraggio erogati da operatori specializzati o associazioni del settore.
L’ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto fino a un importo massimo complessivo di 24.000 euro per ciascuna iniziativa.
È inoltre previsto un contributo aggiuntivo fino a 1.000 euro per spese documentate relative a corsi di formazione o attività di tutoraggio, portando il sostegno potenziale a un massimo di 25.000 euro in presenza dei relativi costi ammissibili.
LE SCADENZE
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite PEC, utilizzando la modulistica messa a disposizione sui siti del Ministero della Cultura e della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali.
La finestra per l’invio delle istanze è aperta dalle ore 15:00 del 15 giugno 2026 alle ore 15:00 del 13 settembre 2026.








