Incentivi alle imprese: Tutte le Novità della Legge di Bilancio 2026

La manovra sulla Legge di Bilancio 2026 prevede una serie di agevolazioni per le imprese, incentivando la transizione digitale e sostenibile, attraverso un super-ammortamento che varia a seconda della tipologia e della consistenza dell’investimento, che può arrivare fino al 220% per investimenti 4.0 e green. Si va inoltre a confermare la Nuova Sabatini e rifinanziare i crediti d’imposta ZES unica, prorogandoli fino al 2028.

INCENTIVO SUGLI INVESTIMENTI D’IMPRESA: IL SUPER-AMMORTAMENTO

Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore un nuovo incentivo fiscale per le imprese che andrà a sostituire i vecchi crediti d’imposta 4.0 e 5.0, riprendendo la formula introdotta nel 2016 con le misure del Piano Industria 4.0.

Il beneficio si applica su ammortamenti e canoni leasing che vengono calcolati in base al costo di acquisizione di beni sia materiali che immateriali (macchinari, impianti, software e tecnologie digitali). Il funzionamento del super ammortamento si basa su un principio semplice ma fiscalmente efficace: la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali ai fini della deducibilità fiscale. L’impresa che acquista un bene materiale nuovo potrà dedurre un importo superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto. Questa maggiorazione agisce esclusivamente in sede fiscale, consentendo di ridurre l’imponibile IRES o IRPEF attraverso quote di ammortamento più elevate.

La misura non genera quindi un contributo diretto o un credito d’imposta, bensì una deduzione maggiorata che si traduce in un risparmio fiscale nel medio periodo. Inoltre, l’agevolazione permette un vantaggio fiscale a coloro che hanno scelto soluzioni ad alta efficienza energetica per gli investimenti effettuati nel corso del 2026.

La maggiorazione sull’ammortamento, è ripartita secondo le seguenti aliquote:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro
  • +50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro

Se l’investimento 4.0 comporta anche un risparmio energetico pari almeno al 3% dell’intera struttura produttiva o al 5% del singolo processo, le aliquote diventano ancora più vantaggiose:

  • +220% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • +140% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro
  • +90% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro

Il nuovo schema premia così le imprese che uniscono l’innovazione alla sostenibilità ambientale incentivando il cambiamento verso una transizione più efficiente e green.

LA CONFERMA DELLA NUOVA SABATINI

La Nuova Sabatini è uno strumento promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che sostiene le micro, piccole e medie imprese italiane nell’accesso al credito per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di beni strumentali nuovi: macchinari, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali.

La misura sostiene:

  • l’acquisto o il leasing di beni strumentali materiali e immateriali (hardware, software, tecnologie digitali)
  • investimenti in beni “Industria 4.0” e quelli che favoriscono la transizione digitale o green delle imprese.

L’importo del finanziamento può andare da circa 20.000 euro fino a 4 milioni di euro per ciascuna impresa, con durata massima di 5 anni.

Il beneficio principale consiste in un contributo in conto interessi, dove lo Stato copre una parte degli interessi su un finanziamento bancario contratto dall’impresa per l’acquisto dei beni. L’aliquota varia a seconda del tipo di investimento:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari;
  • 3,58 % per beni 4.0 o “green”, cioè digitalizzati o a basso impatto ambientale.

Il finanziamento può coprire il 100% del costo dei beni e il contributo viene calcolato sugli interessi del prestito, riducendo così l’onere finanziario per l’impresa.

Per accedere alla misura, l’impresa presenterà la domanda tramite il portale dedicato, indicando quali beni intende acquistare e tramite quale banca o intermediario finanzierà l’investimento. La banca verificherà la documentazione e trasmetterà la richiesta al MIMIT. Dopo la conferma, l’impresa può realizzare l’investimento entro i termini previsti (di solito 12–18 mesi).

Con la legge di bilancio 2026 sono stati stanziati 200 milioni di euro per il 2026 e 450 milioni per il 2027 per garantire la continuità della misura.
Si tratta di un potenziamento che conferma la rilevanza dello strumento nel panorama degli incentivi per PMI.

LA PROROGA DEL CREDITO D’IMPOSTA ZES UNICA 

Il credito d’imposta ZES UNICA Sud istituisce un’agevolazione fiscale in favore delle imprese che realizzano investimenti in nuovi macchinari, attrezzature, impianti destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare nelle regioni del Mezzogiorno nei perimetri della ZES.

 Modalità di fruizione del credito

La fruizione del credito è subordinata alla presentazione di una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione dei costi sostenuti e degli investimenti programmati. Le finestre temporali per la presentazione della domanda sono fissate annualmente; per il 2025, ad esempio, la comunicazione era prevista tra marzo e maggio, con successiva finestra di conferma a novembre. È plausibile che per il 2026 venga mantenuto un calendario analogo. 

Per mantenere il beneficio, l’impresa deve garantire la permanenza dei beni agevolati all’interno della struttura produttiva per almeno cinque esercizi. In caso di cessione, dismissione o trasferimento dei beni prima del termine, il credito viene revocato o ridotto proporzionalmente ed allo stesso modo qualora i beni non entrino in funzione entro il secondo periodo d’imposta, successivo all’acquisizione o alla realizzazione, il credito deve essere rideterminato, escludendo tali beni dall’agevolazione.

Aliquote e intensità del credito

L’intensità del credito varia in funzione della dimensione dell’impresa e della regione di localizzazione. La normativa di riferimento, in linea con il Regolamento UE n. 651/2014, stabilisce aliquote differenziate per l’anno 2025 così articolate:

  • Campania, Puglia, Calabria, Sicilia: 40% per le grandi imprese, 50% per le medie e fino al 60% per le piccole;
  • Molise, Basilicata, Sardegna: 30% per le grandi, 40% per le medie, 50% per le piccole;
  • Abruzzo (aree assistite): 15% per le grandi, 25% per le medie e 35% per le piccole.

Le aliquote effettive per il 2026 saranno definite con apposito decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e potranno subire aggiornamenti in funzione della programmazione europea e della disponibilità di fondi.

Le novità introdotte 

A partire da quest’anno sono intervenuti chiarimenti da parte dell’ Agenzia delle Entrate riguardo la componente immobiliare. Nello specifico terreni e immobili strumentali sono ammessi, ma non possono superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato e comunque non possono superare il valore dell’investimento in macchinari e attrezzature. A titolo esemplificativo, se un’impresa sostiene 270.000€ per macchinari e attrezzature (componente non immobiliare) e 600.000€ per immobile strumentale, la parte immobiliare agevolabile sarà al massimo 270.000€, per un totale agevolabile di 540.000€.  Inoltre, si precisa che non sono ammissibili progetti in cui l’investimento consista solo in immobili.

I crediti d’imposta ZES Unica del Mezzogiorno per l’acquisto di beni   strumentali destinati a strutture produttive di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna sono prorogati fino al 2028. Le risorse stanziate ammontano a 2,300 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

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