RESTO AL SUD 2.0: tutte le novità del nuovo incentivo 2025

L’incentivo Resto al Sud 2.0 pubblicato nel 2025 rappresenta una delle principali misure di finanza agevolata introdotte dal Governo per sostenere la nuova imprenditorialità nel Mezzogiorno. Il programma promuove l’avvio di iniziative economiche in forma di lavoro autonomo, libera professione e attività d’impresa nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, offrendo un importante sostegno economico a giovani e aspiranti imprenditori che desiderano costruire il proprio futuro nel Sud Italia.

Con una dotazione finanziaria complessiva di 356,4 milioni di euro, Resto al Sud 2.0 si pone l’obiettivo di stimolare la nascita di nuove realtà produttive, innovative e sostenibili, capaci di generare occupazione e sviluppo nei territori con maggiori difficoltà economiche. L’incentivo si rivolge in particolare ai giovani fino a 35 anni, con particolare attenzione a chi si trova in condizioni di disoccupazione, inattività o vulnerabilità sociale, e punta a favorire non solo la creazione di nuove imprese ma anche la loro crescita nel tempo.

Rispetto alla versione precedente del programma, Resto al Sud 2.0 introduce un approccio più moderno e mirato, che premia i progetti caratterizzati da innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e impatto sociale. Le agevolazioni prevedono contributi a fondo perduto e voucher di avvio, che possono coprire una parte significativa degli investimenti iniziali, rendendo più accessibile l’avvio di un’attività economica nel Mezzogiorno.

I BENEFICIARI

Il Bando Resto al Sud 2.0 è rivolto ai giovani tra i 18 anni già compiuti e i 35 anni non ancora compiuti, che desiderano avviare un’attività economica nel Mezzogiorno. La misura si pone l’obiettivo di favorire l’autoimprenditorialità giovanile e di sostenere chi, pur possedendo talento e competenze, incontra difficoltà ad accedere al mercato del lavoro tradizionale.

Possono accedere alle agevolazioni i soggetti in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
–  giovani inoccupati, inattivi o disoccupati;
–  disoccupati iscritti al Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori);
–  lavoratori “working poor”, cioè coloro che, pur avendo un impiego, percepiscono un reddito da lavoro dipendente o autonomo tale da generare un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. n. 917/1986).

L’iniziativa si distingue per la sua flessibilità: sono infatti ammissibili anche le attività economiche avviate nel mese precedente la presentazione della domanda, a condizione che risultino inattive alla data di invio della stessa. Questa previsione consente ai giovani imprenditori di non dover rinviare l’avvio del proprio progetto e di poter ottenere il contributo anche per attività già costituite, ma non ancora operative.

Le forme giuridiche ammesse al finanziamento sono numerose e comprendono diverse tipologie di attività imprenditoriali e professionali. In particolare, possono presentare domanda:
– i lavoratori autonomi e le imprese individuali;
– le società di persone, come le società in nome collettivo (S.n.c.) e le società in accomandita semplice (S.a.s.);
– le società di capitali, in particolare le società a responsabilità limitata (S.r.l.);
– le società cooperative, comprese le cooperative di produzione e lavoro;
– i liberi professionisti e le società tra professionisti (S.t.p.), anche in forma associata.

LE SPESE AMMISSIBILI

Secondo quanto stabilito dal Decreto Coesione 2024, rientrano tra le spese ammissibili tutti gli investimenti necessari a rendere operativa l’iniziativa imprenditoriale, purché coerenti con il progetto presentato e sostenuti in modo tracciabile.

In particolare, possono essere finanziate:

  • L’acquisizione di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, indispensabili per l’avvio e la gestione dell’attività. Rientrano in questa categoria anche strumenti tecnici, apparecchiature informatiche e dotazioni strumentali di ultima generazione.
  • Programmi informatici e soluzioni digitali, come software gestionali, licenze d’uso, piattaforme web, app o applicativi per la digitalizzazione dei processi produttivi e amministrativi.
  • Investimenti immateriali legati a ricerca, sviluppo e innovazione, come le spese per la progettazione di nuovi prodotti o servizi, per la creazione di marchi e identità visive, per la registrazione di brevetti o per la realizzazione di siti e portali e-commerce.
  • Consulenze specialistiche fornite da enti qualificati o professionisti esperti, finalizzate alla progettazione tecnica, allo sviluppo di prototipi, all’ottenimento di certificazioni ambientali o energetiche e, più in generale, al potenziamento del valore tecnologico e competitivo dell’impresa; tale tipologia di spesa è riconosciuta entro il limite del 30% delle spese ammesse;
  • Opere edili e lavori di ristrutturazione strettamente necessari all’adeguamento o all’allestimento dei locali destinati all’attività, entro il limite percentuale del 50% delle spese ammesse e solo se funzionali al progetto di investimento.

LE AGEVOLAZIONI

Il programma prevede un mix di contributi a fondo perduto e servizi di supporto tecnico-gestionale, finalizzati a sostenere la nascita e il consolidamento di nuove attività economiche nelle regioni del Sud Italia.

Le agevolazioni previste si articolano in diverse forme di sostegno, calibrate in base all’importo del programma di investimento:

  • Voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro in caso di maggiorazione;
  • Contributo del 75% a fondo perduto per i programmi di investimento con importo massimo pari a 120.000 euro;
  • Contributo del 70% a fondo perduto per i programmi di investimento di valore compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro.

Questo meccanismo consente ai beneficiari di ottenere un sostegno economico significativo, riducendo al minimo l’esposizione finanziaria e favorendo l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali sostenibili e durature.

Maggiorazione del voucher

Il bando Resto al Sud 2.0 prevede inoltre la possibilità di ottenere una maggiorazione del voucher pari a 10.000 euro, se espressamente richiesta in fase di domanda, a condizione che il progetto rispetti almeno uno dei seguenti requisiti:

  • Almeno il 20% delle spese ammesse deve essere destinato a beni strumentali o servizi innovativi, materiali o immateriali, con un chiaro impatto in termini di innovazione tecnologica, digitalizzazione, sostenibilità ambientale o risparmio energetico;
  • Acquisizione di consulenze tecnico-specialistiche, per un importo non inferiore al 50% della maggiorazione richiesta, fornite da Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS e finalizzate a:
    • Progettazione e sviluppo di soluzioni innovative di processo o di prodotto;
    • Realizzazione e validazione di prototipi, modelli, stampi o matrici;
    • Ottenimento di certificazioni ambientali o energetiche.

Questa maggiorazione mira a incentivare i progetti ad alto contenuto innovativo e sostenibile, in linea con gli obiettivi di transizione digitale ed ecologica previsti dal PNRR e dalle politiche europee di coesione.

Servizi di accompagnamento e supporto

Oltre al contributo economico, Resto al Sud 2.0 offre ai beneficiari un percorso di accompagnamento personalizzato, pensato per garantire il successo dell’iniziativa imprenditoriale anche nelle fasi più delicate del suo sviluppo.

In particolare, le iniziative ammesse ricevono:

  • Servizi di tutoring tecnico, erogati da Invitalia, per fornire assistenza durante la fase di avvio dell’attività e nella rendicontazione delle spese;
  • Servizi di tutoring gestionale, attivati da Invitalia e attuati dall’Ente Nazionale per il Microcredito, volti a supportare le imprese nella fase di ingresso sul mercato, nella gestione delle criticità tipiche delle startup e nel miglioramento delle competenze manageriali e finanziarie.

In questo modo, Resto al Sud 2.0 non si limita a erogare un contributo economico, ma diventa un vero e proprio programma integrato di sostegno all’imprenditorialità giovanile, combinando risorse finanziarie, formazione e accompagnamento operativo.

LE SCADENZE

Il bando, gestito da Invitalia è aperto e le istanze potranno essere presentate fino ad esaurimento delle risorse disponibili, ossia fino a quando non verrà raggiunto il tetto di dotazione finanziaria previsto per la misura. 

LE DIFFERENZE CON IL “VECCHIO” RESTO AL SUD

Il nuovo bando Resto al Sud 2.0, rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al precedente programma Resto al Sud.

La prima e più evidente differenza riguarda i beneficiari. Mentre il bando originario si rivolgeva a persone fino a 55 anni d’età, Resto al Sud 2.0 restringe il target ai giovani fino a 35 anni, con una particolare attenzione a soggetti disoccupati, inattivi o in condizioni di vulnerabilità sociale. 

Entrambe le misure restano destinate alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e ad alcune aree del Centro Italia colpite da eventi sismici, ma Resto al Sud 2.0 introduce una maggiore selettività, premiando progetti che generano impatti sociali, ambientali e occupazionali positivi. 

Anche la struttura dell’incentivo cambia in modo rilevante. Nella versione tradizionale, Resto al Sud prevedeva un mix tra contributo a fondo perduto e finanziamento bancario a tasso agevolato, coprendo in alcuni casi fino al 100% dell’investimento. Resto al Sud 2.0, invece, introduce una formula più articolata, che combina voucher e contributi a fondo perduto.

Di seguito si riepilogano le principali differenze tra il “vecchio” bando Resto al Sud e il “nuovo” Resto al sud 2.0:

Tipologia misuraResto al SudResto al Sud 2.0
Età beneficiariFino a 55 anniFino a 35 anni
TargetGiovani del MezzogiornoGiovani disoccupati o vulnerabili del Mezzogiorno
IncentivoFondo perduto + finanziamento agevolatoVoucher + fondo perduto
ImportiFino al 100% investimentoVoucher fino a €50.000 + contributo 70–75%
TutoraggioLimitatoPrevisto e potenziato

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