La Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, ha attivato anche per l’anno 2026, il comparto StartER del Fondo multiscopo. Si tratta di un intervento strategico mirato a favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali, sostenere la crescita delle piccole imprese con meno di cinque anni di vita e promuovere l’imprenditoria femminile. L’iniziativa mette a disposizione un finanziamento a tasso agevolato che combina risorse pubbliche a tasso zero con risorse bancarie private, offrendo un supporto concreto per investimenti in innovazione, digitalizzazione e consolidamento aziendale.
I BENEFICIARI
Per l’accesso al Fondo StartER, possono presentare domanda:
- micro e piccole Imprese, incluse le ditte individuali e le società, che risultino iscritte al registro delle imprese da non più di cinque anni.
- liberi professionisti e soggetti iscritti al REA, anche loro con partita IVA o iscrizione attiva da meno di un quinquennio al momento della richiesta.
Per i soggetti iscritti da non oltre cinque anni alla data di presentazione della domanda, è richiesto che l’attività disponga di un’unità locale o sede operativa, situata in Emilia-Romagna, presso la quale sarà realizzato il progetto di investimento. Tale unità locale deve risultare attiva e presente in visura camerale prima che il soggetto gestore autorizzi la banca all’erogazione del finanziamento; in mancanza di tale requisito, il finanziamento non potrà essere concesso.
Nel caso dei liberi professionisti, la sede dell’attività coincide con il domicilio professionale, ossia l’indirizzo dichiarato ai fini fiscali della partita IVA e, se iscritti a un albo o ordine professionale, certificato dall’ente di appartenenza.
Il progetto deve essere realizzato in un’unica sede operativa. Ai fini dell’ammissibilità e della successiva erogazione dell’agevolazione, il beneficiario è tenuto a individuare una sola unità locale situata nel territorio della Regione Emilia-Romagna, presso la quale saranno effettuati tutti gli interventi previsti.
Non è consentita la realizzazione del progetto su più sedi né la ripartizione delle attività su diversi siti aziendali. Tutta la documentazione tecnica e amministrativa deve riferirsi esclusivamente alla sede prescelta e dichiarata ai fini del finanziamento.
Per l’individuazione dei soggetti richiedenti, si fa riferimento alla classificazione delle attività economiche secondo i codici ISTAT ATECO 2025 (consultabili al seguente link https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/Struttura-ATECO-2025-italiano.pdf). In particolare, per rientrare tra i soggetti beneficiari è richiesta l’operatività in attività che siano inserite all’interno delle sezioni che vanno dalla lettera B a T dei codici ATECO 2025.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, tra i principali ambiti troviamo:
- produzione e costruzioni: dalle attività manifatturiere all’edilizia, fino all’estrazione e alla fornitura di energia o acqua;
- servizi e commercio: inclusi il commercio all’ingrosso e al dettaglio, il trasporto, la ristorazione e i servizi alberghieri;
- innovazione e professioni: settori come l’informatica, le telecomunicazioni, le attività legali, scientifiche e tecniche, ma anche il mondo dell’editoria e dei contenuti digitali;
- sociale e tempo libero: dalla sanità all’istruzione, fino alle attività artistiche, sportive e di intrattenimento.
LE SPESE AMMISSIBILI
In fase di presentazione della domanda l’impresa dovrà dettagliare il piano dei costi formulato, allegando i preventivi di spesa. Nello specifico vi sono una serie di macro voci ammissibili relativi a:
a) interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
b) acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software, arredi strettamente funzionali all’attività;
c) acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
d) spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
e) consulenze tecniche e/o specialistiche;
f) spese del personale adibito al progetto;
g) materiale e scorte;
h) spese per locazione dei locali adibiti ad attività;
i) spese per la produzione di documentazione tecnica necessaria per la presentazione e rendicontazione, parziale e finale, della domanda.
Nel progetto d’investimento devono essere riportate voci di spesa relative a consulenze, personale, materiali e scorte, affitto e spese per la produzione della documentazione tecnica, per un importo non superiore al 50% del finanziamento richiesto.
L’ ENTITA’ DEL FINANZIAMENTO
L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso agevolato che può coprire fino al 100% del progetto. L’importo del contributo varia da un minimo di € 20.000 a un massimo di € 500.000.
Il finanziamento, attinge da una provvista di fondi pubblici e privati, ed è così composto:
- 75% provvista pubblica a tasso 0% (80% per le imprese femminili);
- 25% provvista privata (20% per imprese femminili) a tasso Euribor 6 mesi + spread (max 4,99%).
La durata del finanziamento va dai 18 ai 96 mesi, incluso un eventuale preammortamento massimo di 18 mesi.
LA MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA E LE SCADENZE
Il procedimento per la valutazione delle domande è “a sportello”, il che significa che le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo. Tutto avviene online tramite il portale di Artigiancredito. Un passaggio cruciale è avere già in mano la delibera bancaria per la quota di provvista privata al momento dell’invio; senza questo documento, la domanda non può essere accolta. Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 11 del 15 aprile 2026 e fino alle ore 12 del 29 maggio 2026, salvo esaurimento fondi.
Una volta ottenuta la concessione, sono previsti al massimo 4 mesi per richiedere l’erogazione, presentando una rendicontazione parziale che copra almeno il 50% delle spese previste. Il progetto dovrà poi essere concluso e rendicontato integralmente entro 12 mesi.








